SIMEC moneta al popolo

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Domus Alcune Risposte Risposta a Paolo

Risposta a Paolo

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Risposta a un commento di Paolo nel documento "Chi paga per la ricostruzione?"

Rispondiamo qui per questioni di spazio e utilità per altri lettori.


D: Vorrei capire la questione da un punto di vista più tecnico, quindi spero che qualcuno mi possa dare le spiegazioni del caso.

Ora, poniamo che per ricostruire le case in Abruzzo si stampasse un miliardo di euro, la quantità di denaro in circolazione aumenterebbe, mentre il valore dei beni acquistabili con quel denaro rimane la stessa.


R: La risposta è spiegata bene nel libro del dott. Bruno Tarquini "La banca la moneta e l’usura" – Edizioni Controcorrente

4. - Regole per un sistema monetario onesto

Quello che si deve fin d' ora mettere bene in chiaro, al fine di respingere la troppo prevedibile obiezione che , restituendo la sovranità monetaria alla stato ed affidando quindi alla classe politica il governo della moneta, si favorisca l' inflazione, è che in verità un perfetto funzionamento del sistema monetario impone il rispetto assoluto di alcune regole fondamentali.

La prima di queste regole, quella che deve in ogni caso rappresentare la bussola sulla quale orientare sempre la politica monetaria, è che il volume totale del circolante deve essere costantemente in rapporto con il volume dei beni che il sistema economico nazionale ha prodotto ed è pronta a distribuire. Attualmente succede, invece, che il volume della moneta ( cioè, ricordiamolo, del mezzo di scambio messo a disposizione dei cittadini per il consumo dei beni prodotti e distribuiti ) oscilla in un senso o nell’ altro senza alcuna scientifica relazione con la massa dei beni reali già prodotti o che si vogliono produrre, sicchè si determina una instabilità del mercato che, naturalmente, non giova ai consumatori. Oppure si dà vita all’ attuale situazione economica, nella quale domina un’ anomala scarsità della moneta ed una stagnazione del commercio, incapace, peraltro, di determinare una significativa riduzione dei prezzi a causa degli alti costi e della pressione fiscale (1).

La seconda regola, anch’ essa irrinunciabile, è che il rapporto tra il volume della moneta circolante e quello dei beni prodotti deve essere calcolato, sorvegliato ed eventualmente corretto da un organismo statale o parastatale, formato da scienziati della finanza e dell’economia , eletti a vita dal Parlamento, e perciò autonomi e indipendenti dal governo e sottratti ad ogni tipo di coinvolgimento di natura politica, e che rispondono del loro operato soltanto ai rappresentanti del popolo. Tale organismo deve avere a disposizione naturalmente tutti i dati della produzione dei beni ( quelli prodotti e quelli programmati, secondo l’indirizzo politico – sociale liberamente scelto dal Parlamento e dal Governo ) e della circolazione monetaria.

In tal modo , mediante rivelazioni statistiche molto ravvicinate nel tempo, esso dovrebbe essere in grado di fornire al governo , in termini scientificamente esatti, le indicazioni sul volume del circolante sufficiente e necessario perché possa funzionare a favore dei cittadini come mezzo di scambio dei beni. Di conseguenza il governo può immettere nella circolazione la “propria” moneta nella quantità scientificamente utile per la collettività, e può, all’occorrenza, a seconda dell’andamento della produzione, aumentare il volume di moneta circolante o ridurlo. Solamente in questo ultimo caso il governo può procedere ad un prelievo fiscale nei limiti della contrazione programmata ed a carico, possibilmente, di quelle fasce di cittadini maggiormente capaci di sopportarlo.

E’ naturale che l’organismo preposto a questa delicatissima funzione, da svolgersi con criteri assolutamente obbiettivi e scientifici e con indiscussa integrità morale, dovrà tener conto, per stabilire la giusta misura del rapporto tra moneta e produzione, anche di altri due che possono essere suscettibili di fluttuazione : quello dei prezzi, in quanto sensibili ad eventuali alterazioni dei costi( per esempio delle materie prime ) , e quello della popolazione, ovviamente sottoposta per natura ad aumenti o a contrazioni in tempi relativamente brevi.

Nel calcolo della popolazione si deve tener conto di tutti i cittadini: non solo di quelli produttivi - di coloro, cioè, cui è certamente destinata una quota – parte della moneta circolante come corrispettivo della loro attività di lavoro, di qualunque natura sia – ma anche di quelli che per una ragione o l’ altra, sono privi di reddito, come possono essere i disoccupati, i malati, gli anziani, i bambini. Anche costoro sono una “ ricchezza “ della Nazione; anche costoro, per il solo fatto di essere cittadini, debbono essere destinatari di una quota–parte di moneta, perché possano, almeno, soddisfare gli elementari bisogni della vita. Solo in questo modo si realizza veramente la “ moneta del popolo “ e si consegue il dovuto allineamento tra sovranità popolare e sovranità monetaria, altrimenti la prima si ridurrebbe, come è attualmente, soltanto ad una mera espressione verbale priva di ogni corrispondenza con la realtà.


D: A fronte di ciò un euro varrebbe un po' di meno (proprio nella misura corrispondente all maggior quantità di moneta circolante).

R: Quello che dici varrebbe se si REGALASSE la moneta, mentre lo stato ACCREDITA, ogni euro circolante ha la copertura del valore che ha prodotto, nel nostro caso la ricostruzione, valore prodotto semplicemente con moneta "momentanea" priva di debito che, dopo aver creato valore, verrà ritirata in diversi modi per bilanciare la quantità di moneta circolante.

 


D: Quindi di fatto la ricostruzione la pagheremmo cmq tutti perdendo un po' del valore del denaro che possediamo.

R: No, anzi come dimostrato la ricostruzione farebbe bene un pò a tutti, infatti avremmo più ricchezza di opere avendo sempre la stessa moneta circolante, naturalmente il calcolo degli economisti per la pianificazione è sempre importante, ma un conto è avere a disposizione una moneta intrisa di debito e un conto è avere moneta a disposizione nel suo pieno valore.

D: Una considerazione più spicciola: per ricostruire le case ci vuole materia prima e lavoro degli operai, come è possibile creare queste risorse semplicemente stampando dei nuovi soldi?

 

R: Nella società contemporanea non mancano ne materie prime ne lavoratori, quello che manca è la moneta, ora viene emessa con la parsimonia dei grandi usurai, che tramite le banche centrali emettono prestando. Dopo il denaro verrà immesso nel circuito principalmente per creare ricchezza: edifici,ospedali,case per il popolo,mezzi,attrezzature, ecc.

Praticamente "costruire" diventerà quasi una necessità proprio per poter distribuire moneta.

In pratica, proponiamo una Banca di Stato che emetta una moneta di - Proprietà del Portatore -

Nel caso del terremoto lo Stato, tramite la sua banca, accrediterà i soldi alle ditte addette alla ricostruzione.

Nel caso di richiesta di moneta, per attività ordinarie, da parte di privati, la Banca accrediterà quello che occorre, il privato quando finisce di usare la moneta la darà indietro alla banca che a sua volta la darà allo Stato che la accrediterà ad ogni cittadino tramite il REDDITO di CITTADINANZA

- P. S. - Qualora dovessero esserci osservazioni per quanto riguarda il problema dell'inflazione rimandiamo alla - Legge della rarità della moneta - elaborata da Auriti.

 

Lezioni Universitarie

INVITO

Il testo ha subito una lieve modifica in data 18-09-09 ore 10.45 

Invitiamo caldamente a inviare alle prefetture di competenza il testo informativo (corretto) - scaricabile qui -

Più lettere inviamo più sono le probabilità che vengano prese in considerazione. E' un dovere scrivere perchè è un diritto del popolo usufruire dei nuovi servizi.

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Notizie flash

Riprendiamoci la proprietà dei nostri soldi. OGGI la NOSTRA MONETA nasce di PROPRIETA’ della banca che la emette prestandocela. Noi vogliamo che nasca di PROPRIETA’ dei CITTADINI e che sia ACCREDITATA ad ognuno come "REDDITO DI CITTADINANZA". Per scrivere questa frase che è valida per tutte le monete in circolazione sono occorsi 36 anni di studi universitari ( tesi di laurea, convegni ecc.) presso l'ateneo di giurisprudenza di Teramo e "La Sapienza" di Roma. Poiché democrazia significa sovranità politica popolare, il popolo deve avere anche la sovranità monetaria che di quella politica è parte costitutiva ed essenziale in un sistema di democrazia vera o integrale in cui la moneta va dichiarata, a titolo originario, di proprietà dei cittadini sin dal momento della sua emissione. Giacinto Auriti.

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