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ATTACCO ALL'AMERICA

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Le (pseudo) verità e la terza ipotesi

Tutti, dico "tutti", i fiumi di inchiostro che hanno considerato l'attacco all'America dell’11 settembre '01 hanno trattato di tutto, tranne della cosa più importante.
Gli esperti di terrorismo avevano da tempo denunciato, inascoltati, il rischio di un attentato terroristico di grandi dimensioni. Addirittura William Cohen aveva detto (cfr. La Stampa, 12 settembre, p. 9): “la domanda non è se accadrà, ma quando?”.
Dunque gli americani sapevano. E l'esperto militare britannico Kieran Daly, ha precisato che una operazione terroristica di tale portata ha richiesto una "pianificazione colossale ed anni di preparazione" (cfr. Il Tempo, 12 settembre, p. 6) che non poteva rimanere inosservata. Se poi si tiene conto che, una volta avvertite, le autorità statali erano in grado di utilizzare Echelon, il Grande Orecchio elettronico capace di decifrare anche i messaggi criptati e tutte le comunicazioni tra gli operatori dell'attentato, si impone un'attenta ricerca dei perché non sia scattato l'allarme. "Le risposte sembrano al momento due: o nel sistema di intercettazione c'è stata una grande folla, come ha detto Carmon, oppure l'organizzazione del terrore che ha colpito con precisione...è stata più abile degli 007 americani", il che è molto improbabile (n.d.r.) (cfr. Il Tempo, cit, sotto il titolo: E' uscito duramente sconfitto il Grande Orecchio elettronico degli 007). A queste due ipotesi noi ne dobbiamo aggiungere una terza e cioè che il Grande Orecchio abbia regolarmente funzionato e che infiltrazioni di alte lobbyes abbiano deciso di tacere con lo scopo di rompere l'isolamento politico di USA e ISRAELE e giustificare l'inizio di una guerra mondiale. E’ significativo infatti che i mass media, opportunamente manovrati, abbiano impropriamente equiparato il caso di New York a Pearl Harbour e che le manifestazioni di solidarietà umana per le vittime dei massacro si siano trasformate in gesti di solidarietà politica verso gli Stati Uniti d'America.
Mentre prima dell'11 settembre, un atto di guerra promosso da USA e ISRAELE contro gli Stati Arabi sarebbe stato considerato come un'aggressione ingiustificata, oggi sarebbe un atto di giustizia. Addirittura la NATO diventerebbe parte dei conflitto. Il risultato politico dell'attacco è stato dunque di tale portata da giustificare la possibilità della TERZA IPOTESI.
L'alta consorteria internazionale dei poteri forti vuole la guerra? E poiché i tempi sono cambiati e la guerra di frontiera non è più possibile, devono creare "nemici-fantasma" per promuovere le ostilità di guerriglia con la medesima tecnica con cui si provocano i galli da combattimento?
Il G8 a Genova (in cui il ministro degli Esteri Tuttofare Ruggiero ha svolto le sue incombenze) e la programmazione della FAO a Roma e della NATO a Napoli, non sono episodi sintomatici finalizzati al combattimento dei "galli"?
Come pura astrazione teorica e come mera ipotesi di lavoro di una "storia del futuro", non sarebbe opportuno rimettere ai presenti, prima che ai posteri, l'ardua sentenza?

Giacinto Auriti

 

Lezioni Universitarie

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Il testo ha subito una lieve modifica in data 18-09-09 ore 10.45 

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